Arcipelago SCEC, nel corso di questa primavera, ha portato avanti percorsi di formazione nelle scuole del Crotonese, finalizzati alla realizzazione dei progetti economico-sociali che l'associazione sta proponendo nei territori in cui opera.
La strada verso il nuovo passa anche dal cambiare visuale e modificare quello che fino ad oggi per noi è sempre stato normale. Se il modello dominante è stato fino a qui "ognuno per se", da domani dovrà essere "insieme è meglio, si spende meno e nessuno ci può manipolare". Le reti mesh insegnano questo e lo dicono oramai da molti anni, ma le persone ancora non erano pronte a questo cambiamento, oggi quel momento è arrivato e dovremo replicarlo in tutti i settori, nelle comunicazioni, nella banda larga, ma anche in economia con le economie locali collegate in rete, nei trasporti e nell'energia. Il tempo è scaduto e l'azione deve iniziare...
Di Gaetano La Legname, socio fondatore e segretario di Arcipelago Scec Lombardia.
I piccoli possono competere con i grandi? Certo! Premettendo determinate condizioni Davide combatte e alla fine sconfigge Golia.
Nel nostro caso Golia è la GDO (o nel mio personale le multinazionali del trasporto).
Quali sono queste condizioni? L'aggregazione e la cooperazione. Il Prof. Giovanni Righini dell'UNIMI, con cui collaboro ha coniato un termine che è la sommatoria tra aggregazione e cooperazione: COOPETITION
Se ti aggreghi e collabori, competi naturalmente.
Estratto da 'Gli Empori Territoriali e le Botteghe Locali'
"ArcipelagoScec nasce dal credere prima, verificare poi e avere la certezza oggi che non esista possibilità di riappropriarsi dei processi che governano l’economia e attraverso questa la vita sociale, se non andando con decisione oltre i paradigmi che la governano attualmente.
Non è semplicemente il rifiutarsi di “voler combattere la realtà esistente”: è il credere, fermamente, che la complessiva realtà esistente possa cambiare.
Non è quindi questione di “difendersi”; di crearsi “spazi autonomi”; di “umanizzare” parti del sistema attuale: è questione di porsi su di un nuovo piano, un nuovo spazio, in definitiva un nuovo paradigma, capace di mettere in discussione – a partire da noi stessi – il concetto stesso di convivenza tra le persone. Economicamente, socialmente, politicamente."